i miei amici viandanti

domenica 13 maggio 2012

E' un po tardi lo so...scusatemi, mi ero dimenticata ...me lo ha ricordato mio figlio dicendomi "tanti auguri "...di che ho chiesto io...."é la festa della mamma...tanti auguri ".
E' stato bello sentirlo dire da lui a quasi 18 anni.
Io lo auguro a voi tutte ,a chi già lo è, a chi lo sarà....tanti auguri.

venerdì 11 maggio 2012


Che tu possa avere dei muri per il vento,
un tetto per la pioggia,
una tazza di the davanti al fuoco,
risate per rallegrarti, quelli che ami accanto,
e tutto ciò che il tuo cuore desidera.

Questa sera la residenza estiva apre i battenti....
finalmente il caldo è arrivato e quindi iniziamo a cenare fuori...mi mancava tanto.
Adoro stare in giardino,adoro avere gli amici a cena ,cucinare per loro,ridere,parlare,ascoltare e raccontare...adoro la luna,adoro l'atmosfera della sera..stasera sarà ancora più bello perchè accenderò le mie lanterne...create da me grazie ai vostri consigli.
Per adesso vi lascio qui due ricettine di ciò che ho preparato...poi metterò le foto della residenza estiva...questo è il nome con il quale i miei amici definiscono il mio giardino...A STASERA !!!!!!!!!!

 Farfalle al pesto di rucola
200 gr di farfalle, 100 gr di rucola, 50 gr di parmigiano grattugiato, 50 gr di pinoli pelati, 1 spicchio d'aglio, 10 pomodorini, origano, zucchero, olio d'oliva, sale e pepe
Cuocete la pasta e scolatela bene al dente. Conditela con un filo d'olio e lasciatela raffreddare. Lavate la rucola, asciugatela e passatela nel mixer con pinoli, aglio, formaggio, sale e un bicchiere di olio. Frullate per qualche istante fino a ottenere una salsa cremosa. Lavate i pomodorini, tagliateli a metà e disponeteli su una teglia con carta da forno. Condite con olio e origano e poco zucchero. Passate in forno a 150° e fate cuocere per un'ora. Lasciateli poi raffreddare. Raccogliete le farfalle in un'insalatiera, condite con pesto e pomodorini confit, poco olio a crudo e servite


Terrine di patate con panna e pepeUn chilo di patate, panna da cucina, sale e pepe
Sbucciate le patate e tagliatele a fette abbastanza sottili. Disponetene uno strato in una teglia (o in piccole terrine monoporzione), condite con sale e pepe e copritele con panna da cucina. Ripetete quest'operazione per diversi strati (almeno 4). Cuocete in forno già caldo a 180°-200° per circa un'ora. La superficie deve risultare dorata e la panna dovrà essersi assorbita. Servite le terrine tiepide o fredde
 
Bocconcini di pollo al limone
Un petto di pollo, una cipolla, 2 spicchi di aglio, il succo di un limone non trattato, olio, sale e pepe
Tagliate il pollo a dadini e mettetelo a marinare in una ciotola, con l'olio di oliva, gli spicchi d'aglio schiacciati, la cipolla tritata e il succo di limone. Fate riposare un paio di ore. Dopo di che scolate i dadini dalla marinatura, aggiungete sale e pepe e fateli cuocere fin quando non saranno dorati. Servire tiepidi o freddi (ma non da frigo) con fettine di limone e foglie di menta

Crema chantilly con fragole
2,5 dl di panna, 50 gr di zucchero a velo, 50 gr di pistacchi pelati, 4 o 5 fragole
Mettete in frigo la panna e il recipiente dove montarla per almeno 30 minuti. Poi montate la panna con una frusta elettrica. Quando sarà densa versate lo zucchero a velo a pioggia e continuate a montare con movimenti dal basso verso l'alto, sempre nella stessa direzione, finchè la panna non avrà raddoppiato il volume. Pestate i pistacchi, lavate e asciugate le fragole, e tagliatele a ventaglio. Distribuitele nelle tazzine con i pistacchi e servite

giovedì 10 maggio 2012

 
Dato che li trovo graziosissimi ed estremamente facili da realizzare, volevo condividere con voi la tecnica dei gessetti profumati.

Innanzi tutto serve una confezione di gesso in polvere che lo potete trovare in tutti i colorifici o ferramenta, meglio se lo comprate di buona qualità in modo tale che sia di un bel colore bianco (quelli di bassa qualità sono un po' grigi). Poi con un colino setacciate la polvere per evitare che qualche granellino duro vada nell'impasto rovinando la vostra formina.
Diluite il gesso con l'acqua, generalmente sulla confezione c'è scritto la proporzione necessaria tra acqua e gesso ma io vado ad occhio. L'impasto deve avere una consistenza ne' troppo liquida ne' troppo compatta. Aggiungete anche alcune gocce di essenza (tipo quella per ambienti).
Mettete il composto negli stampini e lasciate asciugare 20-30 minuti.

Esistono stampini fatti apposta, ma potete utilizzare anche le formine per il ghiaccio o gli stampini per i cioccolatini, insomma...vedete voi in base alla forma che trovate più giusta al vostro scopo.

Quando sono ben asciutti potete colorarli coi normali acrilici.

 


 

martedì 8 maggio 2012


La Bellissima Storia di Raggedy Ann..

C’era una volta in America…
un signore chiamato Johnny Gruelle che faceva un lavoro bellissimo (ed era anche molto famoso!): illustrava fiabe per bambini. E’ lui il papà della Raggedy Ann.

Ti racconto la sua storia…

Un giorno, sua figlia Marcella volle a tutti i costi salire in soffitta col padre a cercare qualcosa e, aprendo un baule impolverato, trovarono una vecchia bambola di stoffa, che era stata probabilmente fatta tanti anni prima dalla nonna per la sorella di Johnny.
Johnny restò molto affascinato da quella antica e particolare bambola ed in seguito, da grande creativo qual era, trasse spunto da quella bambola per crearne una tutta sua, un nuovo personaggio delle sue fiabe dedicato alla sua Marcella, che fosse protagonista di storie leggendarie.

Nel 1915 nacque così la prima “Raggedy Ann”. Si racconta che il momento della creazione del viso fosse stato un momento davvero magico, in cui fosse la bambola stessa ad ispirare Johnny.
Era nata una bambola davvero magica, custode dei segreti di un mondo fantastico, con quel viso così strano,  con quel naso a triangolo, gli occhi di bottone, i capelli rossi e il sorriso largo ed ingenuo. Sul suo petto portava un cuore disegnato, con sopra la scritta "I love you".

Raggedy Ann è una bambola che sa amare.

“Raggedy” significa esattamente “povera, stracciona”, e nella versione classica il suo viso è davvero povero e felice. Insomma, era “Annie la povera”, un’orfanella, e Marcella la amava come fosse una vera sorella. Da lei è nato il termine “Rag Doll”, ossia bambola semplice, di pezza, quella che noi chiamiamo anche Pigotta.
Johnny creò per lei storie favolose, nel 1918 uscì il primo libro delle sue avventure, tanto amate che divennero leggendarie col trascorrere degli anni.
Purtroppo un giorno sua figlia Marcella, a causa sembra di una vaccinazione infetta, morì all’età di 13 anni.
Per Johnny e la sua famiglia il dolore fu enorme. Forse egli poteva vedere, dietro lo sguardo ingenuo e sognante della bambola, gli occhi della sua Marcella. Così, dopo un mese, Registrò la sua “Raggedy Ann” ed in seguito le creò anche il fratellino Andy.
Nelle case degli americani questa bambola amatissima è quasi sempre presente, perché appartiene alla loro storia, così come nella nostra abbiamo Pinocchio.
Donne di ogni età collezionano le Raggedy, molto spesso create con le proprie mani, fin dai tempi dell’infanzia.
In Illinois risiede il Museo della Raggedy Ann (www.raggedyann-museum.org) ed ogni anno viene celebrata una festa in suo onore, dove bambini, uomini e donne girano allegramente per le strade addobbate, vestiti da Raggedy Ann.
Se tu hai la fortuna di avere una Raggedy Ann per amica, abbine cura.

Buona notte.
 
 

lunedì 7 maggio 2012

Buon Lunedì a tutte voi.
La settimana sembra iniziare con un po di sole...finalmente la pioggia mi ha stancato anche se mi ha dato modo di viaggiare un po sul web e di trovare tante idee.
Ecco quest'ultima che ho trovato proprio carina e semplice.
Ogni donna ha i suoi gioielli da esporre....
ed i suoi cuori che mettono allegria




io questi cuoricici li ho messi in giardino attaccati ai rami secchi di un piccolo alberello,li ho impermeabilizzati con la vernice da barca e l'effetto è stato strepitoso.








Che ne dite!!!!!!! due lavoretti semplici semplici per abbellire la nostra casa.
buona settimana a tutte voi.


domenica 6 maggio 2012


Ecco un altro tutorial....
facile,semplice e veloce..mi è piaciuto e ve lo regalo.

TIMBRI FAI DA TE
occorrente:



  • un barattolo (il mio era di una crema per il viso)
  • gomma crepla (Moosgummi) di qualsiasi colore
  • colla universale resistente all’acqua
  • forbici
  • colore per stoffa
  • un piccolo rullo di spugna
  • stoffa quadrata per il furoshiki (io l’ho fatto con uno scampolo di stoffa, ma potete anche riciclare una vecchia tovaglietta)
  • un disegno per il timbro 
  • La gomma crepla viene venduta in fogli o già tagliata in varie forme, ed è particolarmente adatta per le attività dei bambini. Se non riuscite a  trovarla, potete comunque sostituirla in questo caso con delle spugnette sottili da cucina o da makeup, oppure con del feltro.
    Per quanto riguarda il colore della stoffa e della pittura, ho preferito evitare le classiche tinte cupe di Halloween come il nero o il grigio, perchè trovo sia carino poter riutilizzare questa tovaglietta anche fuori dal contesto festivo. La mia scelta è caduta su una coppia di complementari, il giallo e il viola, ma ovviamente potrete decidere di usare anche altri colori,
    1. Per prima cosa scegliamo un disegno non troppo complesso, come ad esempio quelli per gli stencil,un nome,una frase,il nome del nostro blog ecc.
    2. Riportiamo il motivo sulla gomma crepla: potete disegnarlo direttamente con una penna, oppure, come si fa con il pannolenci, ritagliare le varie parti dalla carta e, appoggiandole sopra alla gomma, tracciare i contorni. Io nel mio caso ho utilizzato un punteruolo. Poi tagliamo.
     3. Sistemiamo tutti i pezzetti sul fondo del barattolo e incolliamoli: ATTENZIONE! Se, come nel mio caso, il fondo non dovesse essere completamente piatto ma ad esempio presentasse i bordi leggermente rialzati, ritagliate dal foglio di gomma un cerchio ed incollatelo nella parte più bassa in modo tale da rendere la base del timbro completamente piana.


    In questi passaggi è importante usare una colla resistente all’acqua, perchè così, al termine del lavoro, sarà possibile lavare il timbro.
    4. Ora il nostro timbro è pronto. Lasciamo asciugare bene la colla e poi procediamo con la decorazione su stoffa.

    Utilizziamo il colore puro, non diluito, e stendiamolo sul timbro con un piccolo rullo a spugna. E’ importante sporcare il timbro solo nelle parti in rilievo. Se per caso del colore dovesse finire anche sulla base, rimuovetelo con uno straccetto.
    5. E adesso la parte divertente! Si stampa!! Premiamo con decisione il timbro sulla stoffa e… ecco la nostra piccola zucca!

    Importante: conviene sempre fare prima qualche prova su un pezzo di stoffa simile da buttare.
    6. Piano piano riempiamo la superficie del furoshiki con tanti disegnini ruotati in maniera diversa. Ogni tanto ripassiamo il rullo con il colore sopra il timbro.

    Non preoccupatevi se non tutti i disegni stampati vengono completamente uniformi. Il bello dei timbri è proprio questo effetto sfumato che dà movimento alla composizione.
    7. Una volta ultimato tutto il quadrato di stoffa, lasciate asciugare, poi fissate il colore stirando il retro per 5 minuti (seguite le istruzioni della pittura che avete acquistato).
    Carino non vi pare?